Rapporti dai partecipanti

2015

Settimana presso Gia van den Akker, workshop BE PRESENT

Dopo anni che non mi dedicavo alla euritmia, ho partecipato con mia moglie a questa attività in gruppo, nel villaggio di Cortiglione, ne “La Fabbrica”, un ex locale industriale (anni fa vi si assemblavano sottoparti per le auto del gruppo Fiat).
La composizione del gruppo era di per sé già una sfida, età differenti, da pensionati quali il sottoscritto a giovani, euritmisti di professione e persone di mezza età. Aggiungiamo che si trattava pure di varie nazionalità (italiani, olandesi, tedeschi, svizzeri, uruguaiani, argentini e peruviani), usando quali lingue veicolari italiano-tedesco-inglese-olandese, e quello che potrebbe sembrare quindi un arduo compito, invece, si rivela una graduale ed entusiasta ricerca in un gruppo che sempre più si riconosce come tale nonostante tutte queste diversità.
Gli esercizi dell’euritmia constano di danza al suono di parole, movimenti ispirati alla forma di lettere, introspezione e presa di coscienza (awareness) del mondo intorno a sé. Per cui, ad esempio, esercizi toccando il suolo con i piedi in modi non prima usati, per “abbracciare” se così si può essere più chiari, il suolo. E movimenti in sincronia di gruppo, come creare due cerchi di persone, uno dentro l’altro, e muoversi da e per l’esterno intersecandosi, senza ovviamente scontrarsi. Tutta questa ricerca di perfezionare i propri movimenti, le spiegazioni in queste varie lingue, gli interventi di ognuno di noi nella propria lingua, ci hanno fatto conoscere meglio e hanno sempre più consolidato l’idea di gruppo.
Inoltre, abbiamo avuto lezioni di scultura (usando argilla), e conferenze da parte del docente olandese di composizione musicale Diderik Wagenaar, su compositori vari, del tardo ottocento e primo novecento. Anche qui si è appreso molto, differentemente da una lettura, sia pure approfondita, di un libro al riguardo.
Abbiamo anche avuto quattro giovani violiniste dalla Svizzera, che ci hanno accompagnato con la loro insegnante, e il solo ascoltare le loro prove di musica per la loro masterclass era un cibo per lo spirito.
Il venerdì sera, poi, sul sagrato della chiesa di Incisa Scapaccino, nella parte collinosa denominata Borgo Villa, di fronte a un numeroso pubblico di residenti locali e altri visitatori, abbiamo dato una nostra performance, con movimenti al suono dei versi di una poesia olandese, e un altro al suono de “I giorni” di Einaudi, per pianoforte e violino (n.b.:questo secondo strumento gli conferisce una dimensione ancora più struggente).
Dopo questo nostro contributo, sono seguite poesie di Ungaretti, in italiano, musica delle giovani violiniste, danza da parte di Gia, una difficile piece di Ligeti al piano (Francine Hommes) e sempre al piano due composizioni di Diderik Wagenaar. Come finale della serata si sono esibiti gli ospiti che studiano in Germania e provengono dal Sudamerica, vale a Dire Pia, Anita e i loro coniugi, che hanno cantato canzoni dell’Argentina e del Perù.
Il pubblico ci ha lungamente applaudito, è stato il culmine della settimana, conclusa poi il giorno successivo nel locale de La Fabbrica, dove ognuno di noi ha raccontato come ha vissuto questa speciale settimana.
Conclusione?
Una esperienza che le parole non possono riassumere, se non così: nutrimento per corpo e spirito.
Una ultima, doverosa considerazione va fatta, dato che era la mia prima visita, su Gia van den Akker e suo marito Florian Oelssner, di cui avevo solo sentito parlare ma non prima incontrato.
Questa coppia, unitasi per amore, conduce una vita su binari creativi paralleli: lei sul filo dell’arte (danza, euritmia, workshops e musica) e lui, già flautista e medico, ha completamente cambiato rotta e si è affermato, tedesco in Piemonte, quale vinificatore di spicco, con i suoi Barbera, Merlot e Sauvignon Blanc; qui l’arte si sposa davvero con la terra e il suo prodotto più profumato e nobile, il vino. Quindi “Agri-Arte à la carte” !

Luigi Barone
Paesi Bassi


 

L’Euritmia è una gioia (2008)

1-05L’Euritmia è una gioia dice Gia van den Akker! Sono stata in uno stage-vacanza estivo nella sua fabbrica a Cortiglione, dove con semplicità, passo dopo passo, Gia ci ha accompagnato a sentire la musica con il corpo, a sentire come un passaggio musicale si traduce in un parlato, come un movimento Non è mai perduto, ma si aggiunge a quelli che scopri il giorno seguente. Tutto questo senza spiegazioni ma semplicemente agendo, muovendosi nello spazio. E sempre scopri gli altri vicini che dialogano con te senza parlare. Mi è apparsa come l’idea che il corpo si possa modellare forse è questa la gioia dell’euritmia! Gli apporti di tutti, di Claudia, la pianista e di Cristina con euritmia delle parole, hanno creato un fraseggio umano oltre che musicale. Rimane il desiderio di farlo ancora, anche perché l’atmosfera è propio anti-stress! Gia ci ha anche “aperto la porta di casa” e ci ha fatto vedere il suo splendido giardino con le vigne di suo marito Florian. Il soggiorno è stato rallegrato anche dai pranzi di Catarina, nel vicino circolo e dalle nuotate in piscina nel tranquillo agriturismo di Mauro.

Cristina Mariani